Matteo apre gli occhi in ospedale, e non si ricorda più nulla, nemmeno di chiamarsi Matteo. Ben presto il giovane scoprirà di essere stato un efferato serial killer, un pluriomicida spietato e sadico. Nell’arco degli anni successivi scoprirà sempre più cose del suo passato, fino a rivelare la verità più sconvolgente.
Racconto di fine storia è il titolo di questo racconto del giovane autore sotto lo speudonimo Fra Bwaffete. Potremmo riassumere la nostra opinione così: questo breve romanzo senza dubbio ha verve. Sebbene bisognoso dell’intervento intelligente di un editor, questo giovane autore rivela del potenziale, creativo e stilistico.
La storia innanzitutto si fonda su un concept non originalissimo ma sempre accattivante come la perdita della memoria, declinata in un’accezione thriller piuttosto interessante. Nel complesso l’autore riesce a mantenere un ritmo serrato, mantenendo alta l’attenzione del lettore, sebbene in alcuni passaggi un po’ più movimentati la dinamica delle azioni risulta un po’ confusa.
Lo stile probabilmente costituisce il punto di svolta di questo romanzo: per quanto acerbo, l’autore dimostra un uso attento delle parole e del moto di spirito. Una storia di questo tenore poteva essere raccontata in molti modi, uno più pomposo e pretenzioso dell’altro, in virtù dei grandi classici del thrilling di consumo. Fra Bwaffete invece condisce la narrazione in strettissima prima persona con battute, considerazioni del protagonista, epiteti ed un pizzico di turpiloquo, tutto dosato in attenta misura e mai in eccesso, rendendo la lettura veloce e piacevole.
Come accennato, questa piccola opera risente un po’ dell’inesperienza dell’autore e soprattutto della mancanza di editing professionale, che avrebbe innanzitutto evitato i refusi e corretto alcune lacune di punteggiatura, ma soprattutto avrebbe rifinito l’opera, evidenziando i passaggi più problematici, da ampliare, chiarire ed approfondire, l’uso di sinonimi più ritmici (e forse anche l’abuso nella parte iniziale della parola “fottuto”).
In linea di massima però i punti deboli di quest’opera possono attribuirsi senz’altro all’inesperienza e non all’incapacità dell’autore, che invece dimostra di sapere il fatto suo, di essere uno scrittore in erba che, con un po’ di esercizio potrà raffinare il proprio stile e diventare, perchè no, un autore di tutto rispetto.