Posts Tagged ‘letteratura americana’

Scheda: Missione in Alaska – M. Hansen

copertina missione-in-alaska«Cercano spesso di convincermi che gli esseri umani hanno bisogno della natura. E non di quella degli zoo e dei parchi, si badi bene, ma del selvaggio, caotico marasma di natura primordiale che c’è in Alaska. Io di una cosa sono certo: se gli esseri umani per stare bene giù a Seattle hanno bisogno che enormi orsi vadano in giro per l’Alaska a mangiare la gente, allora l’Alaska intera dovrebbe essere messa fuorilegge. Forse, quando in quello Stato si decideranno a sbattere fuori a calci quei quattro straccioni di eschimesi e cominceranno a cercare un po’ di petrolio, allora avranno i soldi per importare qualche poliziotto come si deve dalle nostre città e mettere in riga gli orsi.
Negli anni Cinquanta l’America era riuscita a mettere al suo posto la natura, ma poi torme di capelloni abbracciabalene si sono infilate nelle infrastrutture della società, indebolendola. È stato dichiarato un cessate il fuoco con la natura, ma lei proprio non capisce quando è il momento di fermarsi. È sempre alla ricerca di un nuovo scontro, e giuro sul cruscotto della mia Rover che con me ha trovato pane per i suoi denti. Sono un Homo Sapiens, io, e sono gli uomini che comandano su questo pianeta! La natura è al nostro servizio, è il nostro spuntino sempre pronto. Può fornirci granchi freschi, salmone Chinook, legno esotico per il nostro minibar, e di questo dovrebbe essere contenta, ma invece no: non sa proprio stare al suo posto. Deve alzare la testa, lei. E allora io dico: natura, sei licenziata!»

l’autore

Mykle Hansen è uno scrittore e performer specializzato in narrativa surreale e satirica. È anche
musicista e suona la batteria in diverse band. Vive a Portland, nell’Oregon.

 

Survivor – C. Palahniuk

Sono pochi gli autori che riescono a catturare in modo così tenace in lettore al punto di provocargli un voluto senso di malessere quando riesce a fare Chuck Palahniuk con i suoi libri.
L’ultimo che abbiamo letto è Survivor, opera non nuovissima ma certamente degna di essere accomunata a opere più note come Fight Club.

Anche questo libro inizia dalla fine, e si dipana come un lungo flashback. Un uomo è su un aereo, vuoto, che si schianterà tra qualche ora nel deserto australiano. Non sa quanto tempo gli rimane, sa solo che la sua ultima cosa da fare è lasciare traccia della sua vita e dei fatti che l’hanno portato lì. Quindi racconta la sua storia al nastro della scatola nera dell’aereo, mentre questo va in contro al suo destino.
Iniziamo quindi a conoscere quest’uomo senza nome (in senso letterale) e, con lo stile tipico di Palahniuk, frammentario, colloquiale, ricco di ripetizioni, misto di pensieri, contraddizioni e interruzioni, scopriamo passo passo la sua storia.

La vera maestria dell’autore risiede proprio in questo suo narrare apparentemente caotico e sconclusionato, perchè, nonostante ciò, il lettore riesce sempre a scoprire al momento giusto quello che è giusto che sappia.
Con salti avanti ed indietro nel tempo, con peregrinazioni dentro e fuori la mente del protagonista, scopriamo che è l’ultimo sopravvissuto di una setta religiosa suicida e che qualcuno sta cercando di ucciderlo, quando lui non desidera altro che morire ed eseguire l’ordine che la sua comunità ha già eseguito. C’è molto altro, ma non vogliamo spoilerarvi nulla di questa trama, perfetta come un castello di carte, così assurda e paradossale come solo la verosimiglianza può essere.

La sensazione che pervade questo libro è il peso dell’ineluttabile, del destino, dell’impossibilità o l’incapacità di decidere.
La vediamo dapprima in forma palese, con le rigide regole che la comunità Creedish impone ai suoi, poi in forme sempre diverse, in un susseguirsi di vincoli, menzogne, obblighi, imposizioni che rendono di fatto già scritta la vita del protagonista.
Questo si esprime anche molto bene nell’espediente stilistico del flashback (tutto opererà per portarmi qui) e anche nella curiosa trovata editoriale di numerare le pagine e i capitoli a ritroso. Il senso del conto alla rovescia verso lo schianto finale è quindi reso perfettamente, con notevole grado di coinvolgimento.
Insomma, a tutti coloro che apprezzano Palahniuk per la sua mente crudele, contorta e brillante, non possiamo fare altro che consigliare di leggere anche questo romanzo e di tenere duro fino alla fine.

Survivor (Piccola biblioteca oscar)

 

Amabili resti – A. Sebold

Si chiamava Susie Salmon, come il pesce, ed era una ragazzina liceale come tante. Aveva passioni e sogni, da grande voleva fare la fotografa naturalista. Susie è stata strappata dalla vita, è morta in un campo di granturco, per mano di un uomo che le ha riservato un trattamento di orrore indicibile.
Leggere Amabili resti di Alice Sebold oggi, quando la nostra cronaca racconta fatti similmente crudeli con protagoniste incolpevoli ragazzine altrettanto semplici e speciali, è una prova difficile da portare a termine.

La narratrice è la stessa Susie, che ri racconta quello che succede sulla terra ai suoi cari e ai suoi amici dopo la sua morte. Susie integra questa storia con quello che vede e succede nel suo Cielo, lì dove si trova, dando uno scorcio di quello che è la sua nuova realtà che ancora non comprende appieno.
Il romanzo si può dividere in due parti ideali, non nettamente scisse: la prima è caratterizzata dalla scomparsa di Susie e dagli effetti nel breve periodo su tutti coloro che l’hanno amata; nella seconda parte invece prendono consistenza le vite di ciascuno, che si allontanano e vanno a fondo nell’evento traumatico, che si allontanano tra loro e modificano i legami, per cambiare e interiorizzare il lutto.
E’ questa la caratteristica principale di questo bel romanzo: tutti i personaggi crescono e cambiano la loro vita, partendo dal dolore e costruendovi attorno qualcosa di unico e puro, il futuro e la speranza.

Lo stile è piuttosto efficace grazie alla voce di Susie, che è caratterizzata da un tono sognante e un po’ infantile, che urta con efficacia con la sua possibilità di vedere e sapere tutto quello che fanno e pensano i suoi familiari, rendendo la narrazione piuttosto realistica.
I personaggi, che in un primo momento parevano essere esempi di perfezione un po’ forzata, risultano invece molto umani, fragili e fortemente messi alla prova dalla vita. I dialoghi sono sempre freschi, mai scontati, usati con un giusto equilibrio tra il mostrato ed il narrato.
Abbiamo trovato questo libro particolamente intenso anche dal punto di vista emotivo: alcune metafore, alcuni passaggi ispirati, sono in grado di far sfuggire anche qualche lacrima.
Abbiamo identificato solo uno scivolone, verso la fine del libro, che per quanto venga giustificato, fa rimanere la percezione di una nota stonata all’interno dell’opera, che per il resto invece scivola via senza intoppi.
A parte questo passaggio, possiamo dire di essere rimasti molto soddisfatti da questo romanzo, che ci hai coinvolti ed appassionati con semplicità ed emozione.

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Ghiaccio-Nove – K. Vonnegut

Primo libro del 2011, e se il buongiorno si vede dal mattino penso proprio che questo sarà un anno di ottime letture.

Kurt Vonnegut ci propone un libro assolutamente unico nel suo genere: potete pensare, del resto, a qualcos’altro che parta dalla storia del giorno in cui venne sganciata la Bomba Atomica su Hiroshima, passi per acute riflessioni sulle religioni e termini con una (molto interessante sotto il profilo scientifico) catastrofe naturale che porta il mondo alla sua fine?

Se lo fate, datemi immediatamente il titolo perché voglio leggerlo. Nel frattempo, a tutti voi consiglio la lettura di Ghiaccio-Nove, geniale esponente di quella letteratura americana dalle note catastrofiche e un po’ punk di cui fanno parte anche i libri di Dick e Palahniuk. Un miscuglio perfetto di ironia sociale, politica e religiosa assieme ad una fantascienza dal sapore tremendamente realistico, con uno stile chiaro e leggero (o almeno reso tale da un’ottima traduzione) perfettamente in sintonia con l’atmosfera, che non può assolutamente mancare nella libreria di un appassionato di fantascienza e letteratura postmoderna… ma non solo.

Edito da: Feltrinelli. Nell’Universale Economica, al solito un prodotto semplicemente perfetto -anche se le ultime pagine del mio volume hanno qualche macchia d’inchiostro, purtroppo- ad un prezzo decisamente accessibile.


Recensione scritta da RM

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