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Annessi & Connessi
Per noi, i libri sono una faccenda personale. Benvenuto!
Postato da Legione il 17 Maggio 2015

http://annessieconnessi.net/una-notte-di-ordinaria-follia-a-filisdeo/

Un po’ di spacconate, un po’ di humor nero, un po’ di splatter, un pizzico di pulp: Una notte di ordinaria follia di Alessio Filisdeo è un mix ben equilibrato di scene di violenza allucinata, scene genuinamente originali e horror dagli accenti più classici. Questo ebook dalla brevità fastidiosa suona quasi come un antipasto ad [...]

 

Post Taggati ‘lasciami entrare’

Lasciami entrare – diretto da T. Alfredson

Postato da Legione il 3 Luglio 2009

Come avevamo preannunciato tempo fa qui, abbiamo finalmente visto il film tratto dal romanzo di Linqvist omonimo, “Lasciami entrare”.
Come avevamo già accennato per il libro, che ci era piaciuto molto, anche in questo caso l’influenza dello stile nordico si fa sentire non poco. Indubbiamente questo film non si può certo dire che sia ricco di mordente e dal ritmo incalzante, anzi.
Abbiamo trovato molto ben sviluppato il personaggio di Eli, la scelta dell’attrice è stata calzante, per contro abbiamo trovato una perdita di spessore di praticamente tutti i personaggi, principali e secondari, una semplificazione estrema di una storia che possedeva certamente un intreccio interessante.
Ci siamo domandati anche che tipo di idea uno spettatore è in grado di farsi assistendo solo alla visione del film, senza aver letto il libro in precedenza e quindi senza conoscere gli effettivi sviluppi della storia. A nostro avviso, questo film costituisce esattamente una riduzione del romanzo, nel senso letterale del termine, una specie di Bignami che alla fine lascia poco allo spettatore, al contrario di come invece fa l’opera originale.
Non viene spiegato per nulla chi sia effettivamente Eli, viene lanciato il sasso (nella scena clou a casa di Oskar, che è stata modificata e semplificata anch’essa) e ritirata la mano; non assume alcun tipo di importanza nella profondità del personaggio di Eli la figura di Håkan, del quale sappiamo nulla (qui appare addirittura felice di fare quello che la ragazzina gli chiede!); indizi vaghi sulla vacuità della madre e del padre di Oskar; e l’elenco delle mancanze potrebbe essere ancora molto lungo.
Insomma, in sintesi questa trasposizione non ci ha particolarmente entusiasmati, se la storia potrebbe essere di vostro interesse vi consigliamo vivamente di procurarvi il libro e di scordarvi tutto il resto.

Lasciami entrare – J. A. Lindqvist

Postato da Legione il 11 Giugno 2009

Oskar ha 13 anni, ed è vessato dai bulletti della scuola, picchiato e seviziato in modo crudele, umiliato ogni giorno qualunque cosa faccia. Non ha amici, occupa il suo tempo ritagliando articoli di giornale sui serial killer.
Eli ha lunghi capelli neri ed un faccino da bambola. Parla in modo strano, è molto poco pulita e vive insieme ad un uomo dall’aria disperata che lei definisce suo padre. Eli esce solo di notte e si muove agile come un gatto.
Lacke, Virginia, Jacke, i loro amici, costituiscono il gruppetto del ristorante cinese, si riuniscono a condividere alcolici e pallide speranze sul futuro.
Le loro vite si intrecciano in modi inaspettati in questo romanzo così particolare fino al lieto fine, se tale si può definire.

Questo romanzo viene catalogato come horror per i temi trattati, anche se potrebbe accostarsi meglio al genere drammatico e di formazione.
Un romanzo caratterizzato più dalla tristezza e dalla solitudine, descritte con efficacia, dei giovani protagonisti, che non alla questione horror tout court. Probabilmente evidenzia anche una realtà giovanile che si accosta molto alla verità, in particolare negli avanzati paesi del nord Europa; che tratta in modo anche piuttosto crudo e disincantato, senza censure o giri di parole, il tema sempre purtroppo attuale della pedofilia.
Un romanzo da leggere, masticando man mano le parole e le immagini, le scelte e il fato che portano i vari personaggi ad incrociare i loro cammini.
Ci ha ricordato molto “It” e “L’ombra dello scorpione“, di Stephen King, per il messaggio di crescita, per la delineazione di un mondo cupo e minaccioso, che, in questo caso, è terribilmente verosimile e nella descrizione dei personaggi, così terribilmente umani e allo stesso tempo coraggiosi, schiacciati dalle circostanze.
Un romanzo che incatena alla lettura, attimo dopo attimo sempre di più, dipanando le storie, modificando i cuori e le realtà dei protagonisti, e anche un po’ i nostri.