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Annessi & Connessi
Per noi, i libri sono una faccenda personale. Benvenuto!
Postato da Legione il 17 Maggio 2015

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Un po’ di spacconate, un po’ di humor nero, un po’ di splatter, un pizzico di pulp: Una notte di ordinaria follia di Alessio Filisdeo è un mix ben equilibrato di scene di violenza allucinata, scene genuinamente originali e horror dagli accenti più classici. Questo ebook dalla brevità fastidiosa suona quasi come un antipasto ad [...]

 

Post Taggati ‘best seller’

Doctor Sleep – S. King

Postato da Legione il 15 Novembre 2015

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Daniel Torrance è una nostra vecchia conoscenza. L’abbiamo incontrato la prima volta da ragazzino, con sua mamma e suo papà, a prendersi cura dell’Overlook Hotel per la stagione più fredda dell’anno. Quell’esperienza in effetti non fu proprio delle più esaltati per il piccolo Danny, anzi.
Doctor Sleep riprende le fila di un discorso interrotto tanti anni fa, alla conclusione di quel capolavoro di semplice perfezione che è Shining, raccontando cosa ne è stato di quel bambinetto che percorreva in triciclo i chilometrici corridoi dell’hotel popolato dalle presenze più sinistre messe in mostra da una acerba ma potente luccicanza.
Il Daniel moderno ha quasi del tutto perso l’innocenza di quei primi anni, ed ha dovuto usare armi pericolose per tenere a bada quel potere che gli portava davanti agli occhi i peggiori mostri dei propri incubi. Ma, come dice il saggio, da grandi poteri nascono grandi responsabilità, e la luccicanza di Daniel non poteva restare sopita per sempre. Perchè una bambina, Abra, ha bisogno che lui le faccia da mentore e che la aiuti ad esprimere quell’enorme capacità medianica con la quale è nata e che l’ha messa sulla strada di Rose Cilindro e della sua squinternata banda.
Se in Shining l’antagonista era il lato oscuro dentro ognuno di noi, rinfocolato da solitudine, alcol e luccicanza, in Doctor Sleep i cattivi hanno un nome ed un volto, e sono animati dalla sempre attuale sete di potere (che per certi versi maschera l’atavico istinto di conservazione).
E’ inevitabile cercare parallelismi qualitativi tra i due romanzi, e risulta chiaro con il progredire della storia che si tratta di due opere imparagonabili. Doctor Sleep è oggettivamente un romanzo piacevole, ben scritto e con un bel ritmo, con dei personaggi ben disegnati e con il giusto grado di fan service nei confronti delle aspettative del tipico lettore di King. E’ un romanzo onesto, che rende Daniel Torrance un uomo fatto con pregi e difetti e che da onore al Danny bambino; ma di fronte a Shining impallidisce, almeno per la pura capacità di essere deliziosamente inquietante.
Come detto però rimane una lettura molto piacevole che consigliamo a tutti.

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22/11/’63 – S. King

Postato da Legione il 5 Settembre 2015

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Tutte le storie migliori nascono con una domanda: che cosa succederebbe se…? Anche 22/11/’63, ponderoso tomo di Stephen King, nasce come risposta ad una semplice domanda: che cosa sarebbe successo se uno dei maggiori eventi spartiacque dell’era moderna non fosse avvenuto? Che cosa sarebbe oggi del nostro presente se quel giorno a Dallas John Kennedy non fosse stato assassinato?
Una domandona, senza dubbio, ma è risaputo che King non si faccia particolari timidezze nelle domande.
Vediamo quindi le vicende di Jake Epping, insegnante di lettere che nel 2011 scopre che un suo conoscente ha fatto avanti e indietro dal 1958 per anni, grazie ad una “buca del coniglio” nel retro della sua tavola calda. Questo amico aveva un obiettivo: salvare la vita a Kennedy quel giorno a Dallas e modificare tutta la catena di eventi successivi (l’omicidio di Martin Luther king, la guerra in Vietnam e chissà cos’altro), salvando di conseguenza migliaia forse milioni di persone e cambiare la storia. Jake dapprima sconcertato e poi affascinato, decide di cogliere questa opportunità, ipotecando cinque anni della sua vita nella Terra di Allora per impedire quell’evento e, se possibile, anche altri più piccoli e a lui più vicini. Ma dovrà scoprire ben presto che il passato non vuole essere cambiato, che il suo viaggio nel tempo ha messo in moto un marchingegno dai denti aguzzi, orientato a fare a pezzi tutto quello che si mette sul cammino della storia.
Indubbiamente si tratta di un romanzo ambizioso, dal quale traspare un grande lavoro di documentazione ma soprattutto un grande amore dell’autore per il tempo che era, per i primi anni ’60 degli Stati Uniti. La lettura è piacevole e appassionante ma non è possibile fare a meno di considerare una certa diluizione della storia che forse poteva essere ridotta o allegerita in alcune sue parti. Ciò nonostante, è interessante vedersi sviluppare una teoria sui viaggi nel tempo, con una sua logica e una sua consistenza che si manifesta nella generazione del paradosso, dapprima solo paventato e infine tragico e conclamato.
Questo libro tratta però un altro argomento, che forse nella maggior parte dei libri di King rischia di passare in secondo piano ma che è di fatto il vero fil rouge delle sue opere: l’amore, il sentimento toalizzante che ha saputo generare guerre, spargere sangue, crollare imperi e che ha rischiato, in questo caso, di cambiare per sempre la storia.
Nota di merito inoltre a Wu Ming 1 che ha curato la traduzione dell’opera.
Un ottimo romanzo, consigliato.

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Cronache del ghiaccio e del fuoco 2 – G.R.R. Martin

Postato da Legione il 9 Agosto 2015

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La storia riprende da appena dopo il momento cruciale del primo romanzo, la cruenta uccisione di Eddard Stark da parte di re Jeoffrey.
Da questo evento, prende il via la storia vera e propria delle Cronache del ghiaccio e del fuoco 2 di George R. R. Martin, l’equivalente dei romanzi in Italia de “Il regno dei lupi” e “La regina dei draghi”.
I personaggi principali ora sono tutti dispersi per i Sette Regni, e li vediamo impegnati nelle attività e nei drammi più vari: chi è vincolato in una gabbia dorata, chi è ai ceppi, chi è in sella per andare alla guerra, su uno e sull’altro fronte, chi sta semplicemente cercando di sopravvivere, chi è alla ricerca di un nemico silenzioso e invisibile che potrebbe rendere vano qualunque altro dramma.
In questo volume abbiamo un’apertura geografica e della trama: se il primo volume la storia principale era incentrata principalmente sulla famiglia Stark, ora il focus si allarga, includendo i punti di vista dei Lannister, uno sguardo dietro le quinte sulle attività di Stannis Baratheon e i grigi piani di Theon Greyjoy.
Credo che uno degli elementi che ha fatto inconsapevolmente il successo del romanzo, a parte l’intreccio appassionante e la caratterizzazione dei personaggi assolumente credibile e realistica nonostante l’ambientazione fantasy, è l’utilizzo dei punti di vista. Spesso infatti il capitolo dedicato non tratta del protagonista attore in prima persona degli eventi cruciali, bensì di un personaggio a lui vicino, che lo osserva e lo racconta al lettore, consentendo una vicinanza ancora maggiore alla storia e una visione più flessibile e ricca rispetto alla priva persona stretta sul personaggio principale.
Maestoso ed appassionante ma al tempo stesso semplice, logico ed equilibrato, anche questo capitolo aggiunge una ulteriore maglia alla catena che lega i fan a questa storia così ambiziosa.
Naturalmente molto consigliato.

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Cronache del ghiaccio e del fuoco: Il trono di spade e Il grande inverno – G.R.R. Martin

Postato da Legione il 19 Luglio 2015

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Sì, lo so. Recensire oggi le Cronache del giaccio e del fuoco è un po’ un esperimento di masochismo.
Al di là della vera opinione che un lettore può farsi, un romanzo che è stato in grado di trascendere l’attributo di best seller non può essere criticato con il cuore sereno e la più pura onestà.
Se questo è vero sempre, per la titanica opera di George R. R. Martin non può che essere proporzionale.
Premetto che sono una fervente ammiratrice della fiction HBO Il trono di spade, che ho guardato le prime tre stagioni praticamente a nastro, che ho atteso trepidante la quarta e che, per sedare l’attesa della quinta ho sbranato un terzo dell’edizione doppia de Il trono di spade + Il grande inverno in un weekend.
Ciò detto, devo ammettere a malincuore che se non fossi già completamente venduta per la trama e i personaggi, forse non avrei apprezzato altrettanto i libri.
O forse no: almeno per quanto riguarda questo primo volume, il vero fulcro attrattivo è esclusivamente la trama, la storia, e lo spessore dei personaggi. La serie tv in questo senso mi ha già stregato a sufficienza, di conseguenza il libro non è riuscito a darmi qualcosa di sostanzialmente aggiuntivo.
Martin è un narratore asciutto, che caratterizza i suoi personaggi grazie a dei dialoghi fulminanti, efficacissimi, assolutamente da manuale e dai quali tutti gli scrittori dovrebbero prendere spunto. E proprio attraverso le loro voci scopriamo via via il delinearsi di un quadro, un enorme disegno vasto quanto un continente, di intrighi, menzogne, interessi, sotterfugi e voglia di potere.
In questo intreccio, solo gli spregiudicati possono giocare. E chi si trova suo malgrado tirato in mezzo a questo gioco, o si adatta o muore.
Ed è proprio da queste premesse che prende il via la saga delle Cronache: Eddard Stark, lord di Grande Inverno, è un uomo saggio e onesto, fortemente aderente ai principi di giustizia e lealtà. Suo malgrado viene portato a corte dal suo amico di infanzia e re Robert Baratheon, e quando si verifica il peggio, proprio a causa della sua sete di verità, viene messo a morte.
Vediamo gettare le basi di un casus belli di un conflitto profondo e vastissimo che si esplicherà nei romanzi successivi e che, penso, non abbiamo ancora idea di dove ci porterà.
Nel frattempo, grazie ai numerosissimi cambi di voce che caratterizzano il romanzo, facciamo la conoscenza con un nugolo di personaggi che impareremo a conoscere molto bene, e abbiamo un’iniziale attribuzione di Buoni e Cattivi: Stark tra i buoni, Lannister tra i Cattivi.
800 pagine che fungono da primo capitolo di una saga definita più volte il miglior capolavoro fantasy moderno, imprescindibile ancorchè titanica lettura per qualunque amante del genere.

Recensione scritta da Sayu

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Stoner – J. Williams

Postato da Legione il 16 Febbraio 2015

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Credo che negli ultimi dodici mesi si siano scritti fiumi di inchiostro su questo libro, Stoner di John Williams. Fiumi di inchiostro digitale e reale e un sacco di passaparola hanno reso questo romanzo un vero e proprio caso editoriale.
Magnifico, superlativo, assolutamente sconcertante e profondo. Tutti questi commenti hanno fatto sì che mi decidessi ad affrontare questa lettura armata di interesse e curiosità.
Ora che ho terminato la lettura di questo libro, aggiungo anche queste mie parole ai commenti di tutti.

Da quello che ho potuto capire, Stoner è uno di quei romanzi di vera letteratura, perchè il suo contenuto ed il suo significato cambia a seconda di chi lo legge. Qualcuno rimane sconvolto dalla bellezza della prosa, altri dalla profonda complessità del protagonista, altri ancora vi vedono uno sfondo filosofico ed altri invece restano colpiti dal distacco narrativo della terza persona che però sa indagare con tanta efficacia e semplicità come e meglio di qualunque prima persona.

Io credo di essermi riconosciuta molto in Stoner, e forse per questo non ho trovato questo romanzo così stupefacente come molti, anche se indubbiamente è molto ben scritto e di una qualità complessiva elevatissima.
Leggere della vita di Stoner è stato un po’ come leggere qualcosa della mia. Non nei fatti o nelle vicende, ma nei principi, o *nel* principio.
Qualcuno ha scritto che Stoner vive per ciò che ama; secondo me invece Stoner ama quello che vive, e questo amore per ogni suo aspetto della vita gli permette di avere una resistenza formidabile nei confronti delle maree che lambiscono la sua esistenza.
Stoner compie pochissime scelte nella sua vita, tutte cruciali, tutte coscienti: la scelta di abbandonarsi alla letturatura, di sposare una donna semisconosciuta, di mantenersi forte nei suoi principi, di innamorarsi, di morire con dignità.

Stoner lascia qualcosa dentro in chi legge della sua vita, perchè la semplicità e l’integrità, la resistenza e la passione, viaggiano a fondo dentro l’anima e fanno vibrare certe corde che magari non si sapeva nemmeno di possedere.

Recensione scritta da Discordia

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Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini – R. Cavallo, A. Panarese

Postato da Legione il 12 Febbraio 2015

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Credo che il miglior modo per recensire un libro come Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini sia raccontando una storia.
Sonia, una mia cara amica, aveva appena terminato di leggerlo quando sua figlia, una bambina di quasi 2 anni e mezzo, si prese il raffreddore. Dopo qualche giorno, bussò alla porta anche la tosse e il verdetto del pediatra fu inappellabile: ci voleva l’aerosol. Ora, facile immaginare come non si possa convincere una bimba così piccola a farsi infilare in faccia una mascherina fastidiosa che soffia vapore in bocca e nel naso spiegandole che le fa bene. Più semplice che la bimba associ quello strano marchingegno al demonio e si rifiuti di collaborare. E così stava per accadere a Sonia che, da buona mamma, era intenzionata a fare il bene della figlia. Per fortuna, prima che scorressero fiumi di lacrime, Sonia si ricordò di uno dei consigli letti nel libro: “Il bambino impara giocando, prima lasciati imitare mentre fai le cose con gioia, poi fai le cose insieme, giocando.”

Il risultato? Persino meglio di quanto si aspettasse la mia amica! Silvia raccontò alla bimba che la macchinetta dell’aerosol era un trenino che emetteva vapore e iniziò a giocare, mettendosi la mascherina lei per prima e poi, dopo aver catturato la curiosità della piccola, chiedendole se volesse giocare anche lei. Incredibile ma vero, la bimba si lasciò mettere la maschera e, in breve, l’appuntamento con l’aerosol si trasformò nel gioco con il trenino a vapore.

Quanti genitori ogni giorno combattono con i loro figli per cose come questa, quando invece potrebbero ridere e giocare insieme? Il libro di Roberta Cavallo e Antonio Panarese è un vero gioiello proprio per questo motivo: offre molti spunti interessanti e cerca di sfatare alcuni vecchi e dannosi miti, o come le chiamano gli autori idiozie, sui bambini e sulla loro crescita. Il mito sui capricci, sul sonno, sull’egocentrismo, sulle regole, sull’alimentazione e sull’apprendimento, a cui si aggiunge un settimo mito particolarmente sfidante: quello sull’adolescenza.

Non si tratta quindi del solito manuale per genitori ricolmo di nozioni e di consigli belli e pronti su come ci si debba comportare, ma di una guida che vuole fornire strumenti concreti per relazionarsi meglio con i bambini, ascoltando i loro bisogni e lasciando che si esprimano liberamente.

Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini è il degno seguito di Smettila di reprimere tuo figlio, quindi se avete letto il primo, vi consiglio anche il secondo, mentre se il primo vi è sfuggito… bè, allora ve li consiglio entrambi.

Recensione scritta da Lara, Pensiero Distillato


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Scheda: Le 7 Idiozie sulla Crescita dei Bambini – R. Cavallo, A. Panarese

Postato da A&C Staff il 3 Dicembre 2014

Dagli autori del Best Seller Smettila di Reprimere tuo Figlio (14.000 Copie Vendute) arriva il nuovo libro Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini
NON SEI TU A ESSERE SBAGLIATO – NON È TUO FIGLIO A ESSERE SBAGLIATO – SONO I METODI CHE UTILIZZI A ESSERE DEL TUTTO INAPPROPRIATI
Scopri ora le 7 idiozie che rendono difficile (e a volte impossibile) la crescita felice di tuo figlio nell’infanzia e nell’adolescenza:

1° Idiozia sul Sonno: lascialo dormire da solo altrimenti lo vizi.
2° Idiozia sull’Egocentrismo: devi prestare i giochini agli altri bimbi. Non fare l’egoista!
3° Idiozia sulle Regole: perchè non mi ascolti? Te l’ho già spiegato 1000 volte!
4° Idiozia sull’Alimentazione: perchè mangia solo pasticci?
5° Idiozia sui Capricci: perchè vuoi sempre farmi arrabbiare?
6° Idiozia sull’Apprendimento: ripetilo ancora una volta così lo impari meglio!
7° Idiozia sull’Adolescenza: questa casa non è un albergo!

I bambini sono esseri perfetti e meravigliosi. Siamo noi adulti che abbiamo bisogno di adeguarci alla loro straordinaria natura e alla loro sensibilità.

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Gli occhi del drago – S. King

Postato da Legione il 30 Maggio 2014

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Prima che La Torre avesse la sua saga e prima che Roland fosse Roland, King ci concede una sbirciata in quello che diventerà il Medio Mondo in questo libro, Gli occhi del drago.

Roland è un anziano re, un po’ grezzo di modi ma fondamentalmente buono. Non ha mai avuto una particolare affinità con il sesso femminile, ma avrà anch’egli la sua regina che gli darà due figli, William e Thomas. Il primogenito è la luce degli occhi di Roland, e Thomas vive la sua gioventù da eterno secondo, sempre nell’ombra del fratello. Finchè il mago di corte e primo consigliere del re, Flagg (ci dice niente questo nome?) non decide che sia tempo di rimescolare un po’ le carte in tavola. Il re muore in un modo atroce che puzza di omicidio, e del reato viene accusato William, il devoto e perfetto figlio.

In un romanzo confezionato più come una fiaba fantasy che uno dei suoi più classici horror, King ci racconta una storia che, come spesso accade nei suoi libri, è vecchia come il mondo. Parla di tradimento, vendetta, abbandono, amore, coraggio, lealtà, regalità (quella che si trasmette nella natuale correttezza di intenti e dell’onestà) e, sopra ogni cosa, del Bene e del Male che alberga in cascuno di noi.
Un romanzo piacevole, imprescindibile per gli amanti di King perchè costituisce gli albori di una saga che ha attraversato i decenni ed è entrata nella storia della letteratura di genere.

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