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Annessi & Connessi
Per noi, i libri sono una faccenda personale. Benvenuto!
Postato da Legione il 17 Maggio 2015

http://annessieconnessi.net/una-notte-di-ordinaria-follia-a-filisdeo/

Un po’ di spacconate, un po’ di humor nero, un po’ di splatter, un pizzico di pulp: Una notte di ordinaria follia di Alessio Filisdeo è un mix ben equilibrato di scene di violenza allucinata, scene genuinamente originali e horror dagli accenti più classici. Questo ebook dalla brevità fastidiosa suona quasi come un antipasto ad [...]

 

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Scheda: Legge e libertà – A. Muni

Postato da A&C Staff il 18 Gennaio 2013

http://annessieconnessi.net/scheda-legge-e-liberta-a-muni/

“Tra i pregi e i punti più importanti della ricerca direi che Andrea Muni è riuscito a entrare nella logica dell’ermeneutica della Ducci, nella comprensione del suo accostarsi e rapportarsi sia ai filosofi antichi menzionati, sia a filosofi medievali come s. Tommaso e Boezio, che a filosofi moderni e contemporanei come S. Kierkegaard, M. Buber, F. Ebner e C. Fabro. In merito di A. Muni, devo anche dire che poche volte ho trovato una tesi così ricca di spunti e di confronti critici, positivi e costruttivi. Inoltre, A. Muni fa leva della sua erudizione nel dimostrare con padronanza la conoscenza di filosofi di ogni tappa storica”.

l’autore

Andrea Muni (Udine 1978) ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in Filosofia a Trieste con una tesi su Tucidide e il Dottorato in Filosofia a Roma all’Università «Antonianum» con una tesi su Edda Ducci (1929-2007), una delle più interessanti interpreti di Platone, Aristotele e Sofocle, ma anche di autori quali s. Caterina da Siena, Ebner e Kierkegaard. Dal 2001 è professore di ruolo nelle scuole statali italiane. È stato docente tutor di insegnanti neo-immessi in ruolo e di studenti tirocinanti in Scienze della Formazione (Università di Udine). È stato relatore in convegni di carattere filosofico-pedagogico sia in Italia che all’Estero. Ha pubblicato numerosi libri, saggi e articoli di carattere filosofico-pedagogico.

Acquistalo su Amazon: Legge e libertà. La filosofia dell’educazione in Edda Ducci

Cose che gli insegnanti non dicono – A. Muni

Postato da Legione il 31 Gennaio 2011

Qual è il ruolo dell’insegnante oggi? Come e cosa può insegnare a una generazione assuefatta alla tecnologia e alla velocità?
In un periodo caratterizzato da tentativi di riforme e proteste, l’insegnamento come caposaldo della società torna a calcare le scene.
Il saggio di Andrea MuniCose che gli insegnanti non dicono” (sottotitolo: Come i bambini imparano e si costruiscono la propria storia) risulta molto attuale in un periodo storico in cui il mestiere dell’insegnante incontra ostacoli e una spinta al cambiamento che spesso lascia storditi.
Il libro ha il pregio di scuotere lo status quo dell’insegnamento, di porsi delle domande su quale sia il metodo o i metodi migliori per insegnare la storia ai bambini, e di provare a fornire risposte.
Muni è un insegnante e da tale si pone nei confronti dei suoi lettori: insegnanti, educatori e genitori che a vario titolo si ritrovano la materia storica tra le mani.
Come risvegliare l’interesse verso il passato in una generazione proiettata verso il futuro?
L’autore prova a fornire una risposta articolata e ricca di spunti di riflessione che in alcuni casi avvalla idee già espresse da altri studiosi e in altri le confuta fornendo un’alternativa maturata da lui personalmente durante la sua quasi decennale esperienza di insegnamento.
Attraverso la simulazione di un dialogo tra insegnante e alunni di una classe elementare, Muni contestualizza le sue proposte didattiche e permette anche a noi, non addetti ai lavori, di apprezzare il suo impegno e la passione che si intravede per il suo mestiere.
L’unica pecca oggettiva che abbiamo trovato nel libro è la poca verosimiglianza dei dialoghi, ma del resto non ci troviamo di fronte a un romanzo e il tentativo di spiegare la sua tesi era sicuramente un obiettivo più importante.
Il pregio che riconosciamo invece al testo è quello di aver toccato un nervo scoperto, e purtroppo ancora poco considerato, dell’insegnamento: qual è l’utilità dello studio e, in particolare, dell’apprendimento?
Troppi insegnanti considerano i bambini delle lavagne vuote su cui scrivere il maggior numero di nozioni, nozioni che spesso però si rivelano inutili nell’aiutarli ad affrontare il mondo.
Come lo stesso Muni sottolinea: “La parte essenziale della pedagogia e della didattica non è quella di divulgare, ma di aiutare chi impara a costruirsi da sé competenze critiche e conoscenze significative”. Ed è questa l’idea che ci ha colpito durante la lettura, che ha riaperto brevi squarci sulla nostra infanzia e adolescenza e ci ha portati a valutare obiettivamente i nostri anni scolastici alla luce degli adulti che siamo oggi.
Non potendo avvallare o contestare i metodi illustrati dall’autore, in quanto non competenti in materia, vogliamo però consigliare il testo a chi, invece, competenza ne ha perché pensiamo che un dialogo costruttivo sull’aggiornamento del ruolo dell’insegnante sia più che mai d’obbligo in questi giorni.

Recensione scritta da L’imbrattacarte

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Scheda: Cose che gli insegnanti non dicono – A. Muni

Postato da A&C Staff il 10 Gennaio 2011

Andrea Muni, insegnante di scuola elementare statale, esperto in educazione degli adulti e ricercatore in filosofia a Roma presso la Pontificia Università Antonianum, ci presenta personalmente il suo saggio “Cose che gli insegnanti non dicono“. Un testo breve e di facile lettura, che vuole esprimere, in una forma comprensibile a tutti, contenuti di grande complessità, tali da sottoporre a critica severa e a mettere fortemente in discussione alcuni degli autori attualmente di maggior successo e prestigio sia a livello nazionale che internazionale. L’autore, forte di una solida formazione “all’antica”, “vecchio stampo” (maturità classica, Laurea magistrale in Filosofia a Trieste, Specializzazione in Psicologia cognitiva a Torino e in Psicologia relazionale a Venezia, socio di alcune delle più importanti Associazioni nazionali di insegnanti e ricercatori in didattica), facendo uso (ma non abusando) della sua familiarità con i classici greci e latini, con cui sta in costante dialogo con disinvoltura, essendo abituato a lavorare con i bambini, riesce a dire con parole povere (ma mai banali) quello che solitamente gli esperti dicono in forma pesante, con linguaggi settoriali, specialistici, tecnicismi adatti a pochi.

Rivolto agli educatori (in primo luogo ai genitori e agli insegnanti) è un libro su metodi e tecniche di insegnamento: istruzione, educazione e formazione. Si sofferma sul pensiero dei filosofi, degli psicologi e dei pedagogisti attualmente più rappresentativi sui temi dell’azione (e della relazione) educativa.

Il libro nasce da di dieci anni di insegnamento nelle scuole elementari statali dell’Italia del Nord-Est, e dalla pluriennale partecipazione a gruppi nazionali di ricerca psicopedagogica e sperimentazione didattica, tra cui il MCE, il CIDI, l’ADI e Clio’92.

Tiene presenti, tra gli autori e i testi più recenti, quelli maggiormente apprezzati a livello nazionale e internazionale, e facendo costante riferimento anche alla letteratura filosofica, psicologica, pedagogica e storica classica che si è occupata dei temi della conservazione e della trasformazione dei saperi, della trasmissione e della creazione di forme culturali, dell’insegnabilità di contenuti e metodi, di conoscenze e competenze. Completo di precisi riferimenti bibliografici a ogni pagina e di bibliografia generale aggiornatissima, è scritto in forma adatta anche a chi non è del settore.

È una lettura profondamente provocatoria per ripensare, in modalità al tempo anticonformista e radicalmente nuova, ma sempre a stretto confronto con i testi più importanti della storia del pensiero filosofico, psicologico e pedagogico, i grandi temi del rapporto maestro-scolaro, professore-studente, genitore-figlio.

Il volume è suddiviso in tre parti, di una cinquantina di pagine l’una: la prima (introduttiva) offre un contesto storico e uno sfondo teorico; la seconda (quella centrale) un contenuto di tipo operativo, pratico, concreto; le terza (conclusiva) alcuni spunti di approfondimento e la messa in luce di alcuni problemi essenziali mai risolti, ancora oggi rimasti aperti.

l’autore

Andrea Muni svolge attività di ricerca a Roma presso la Facoltà di Filosofia dell’Università “Antonianum”. Laureato con lode in Filosofia a Trieste, specializzato in Psicologia relazionale a Venezia e in Psicologia cognitiva a Torino, è entrato in ruolo nel 2001 come insegnante di scuola elementare statale. Dal 2005 insegna Lingua e cultura italiana nel Centro Territoriale Permanente di Udine annesso alla Scuola Media Statale “via Petrarca”. Ha fatto parte di vari gruppi di ricerca e sperimentazione didattica, tra cui Clio’92, sotto la guida di Ivo Mattozzi (Università di Bologna e di Bolzano), l’MCE, il CIDI e l’ADI. Dal 2010 insegna anche all’Università delle Libere Età del Friuli Venezia Giulia. È stato tutor di studenti tirocinanti in Scienze della formazione e di insegnanti neoimmessi in ruolo. Ha tenuto corsi e conferenze di carattere filosofico-pedagogico sia in Italia che all’estero. Ha al suo attivo molte pubblicazioni scientifiche, tra cui nove libri: Cose che gli insegnanti non dicono, Sulla Scuola, L’Educazione dei violenti e degli oppressi, Psicopedagogia spirituale e, per i nostri tipi, Italiano per stranieri, Pedagogia e Didattica di Narciso, Mente e storia, La scuola, Da William James a Richard Rorty.

Cose che gli insegnanti non dicono
Andrea Muni

Armando, Roma 2009,
160 pagine, 13 euro

Per ulteriori informazioni:
Aracne editrice

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