Posted in recensioni on 08/09/2010 01:44 pm by Legione
Abbiamo letto questo piccolo interessante libro, Invito in giardino della piemontese Lina Brun. Piccolo volume ma ricco ed evocativo. A seguito di un’accurata ricerca, l’autrice ci porta a spasso tra le residenze nobiliari di Torino e dintorni, invitandoci a visitarne i giardini. Scopriamo così quelli rimasti quasi intatti attraverso i decenni, rimodernati e riportati agli splendori delle origini, magari nascosti in luoghi insospettabili e vediamo, grazie alle immagini riportate i disegni di quelle aree verdi che per vari motivi non esistono più.
Accanto a questi racconti di antichi fasti, troviamo stralci di ricette d’epoca che, in un modo più o meno diretto sono legati ai giardini ed ai frutti che è possibile trovare, con le relative indicazioni terapeutiche della saggezza popolare, scritte in un autentico e pittoresco italiano di inizio ‘900.
Ci sentiamo di consigliare questo piacevole volumetto, corredato da foto in bianco e nero ed copie di antichi documenti, perchè con gentilezza porterà il lettore a passeggio tra antichi viali verdi e ne farà percepire gli aromi fragranti di un’epoca che non c’è più.
Posted in autori, schede on 07/26/2010 03:40 pm by A&C Staff
Da alcuni anni il paesaggio e i giardini sono oggetto di sempre maggiore interesse: si analizzano, classificano, tutelano, valorizzano.
Soprattutto si osserva come lo spazio dedicato al giardino nei centri storici delle città stia progressivamente – e desolatamente –diminuendo.
Nel grazioso saggio Invito in giardino, riccamente illustrato con immagini storiche e fotografie, Lina Brun ci accompagna in una passeggiata nei giardini più belli di Torino e dintorni. Alcuni di essi sono nascosti, perché esistono solo in antiche raffigurazioni; alcuni sono ormai perduti; altri inaccessibili, perché appartenenti a un convento. Ci sono i giardini ritrovati, quelli inattesi, perché creati all’interno di
quella che una volta era stata una fabbrica e infine quelli inventati, cioè realizzati con meticolosità osservando il giardino di tipo medioevale.
Che sia un giardino sfarzoso in un palazzo nobiliare, ricco di fontane, statue e intrichi di piante e alberi, oppure semplice, silenzioso, ideale per pregare e meditare. Destinato alla coltivazione di piante medicinali oppure botanico, ricreato cioè per raccogliere una grande varietàtà di piante catalogate a scopo scientifico, il giardino medioevale, rinascimentale, barocco e all’inglese suscita nel visitatore sempre un enorme fascino.
Leggere questo testo, impreziosito da sorprese, documenti inediti e antiche ricette con fiori e frutti, tratte da volumi del XVIII e XIX secolo, aiuterà sicuramente a scoprire o riscoprire una Torino forse dimenticata…
L’autrice
Lina Brun, ex insegnante torinese, lavora oggi a tempo pieno come guida turistica. È autrice ed editrice dei suoi libri, alcuni dei quali plurilingui per bambini e ragazzi. Considera ogni suo libro un’emozione unica. Donna dinamica, allegra e simpatica, vive con la mamma di 103 anni, di cui si occupa personalmente.
Invito in giardino
Edizioni Lina Brun
Pagine: 128 con illustrazioni
Euro: 16,00
Posted in recensioni on 11/29/2009 10:14 pm by Legione
Abbiamo affrontato con grande curiosità la lettura di questo volume. Ammettiamo che questo libro sia piuttosto singolare per le nostre abitudini letterarie: è un saggio (sebbene della giusta lunghezza e corredato da fotografie) e tratta indubbiamente di argomenti particolari, argomenti sui quali si sono versati fiumi di inchiostro e spese milioni di parole.
Esiste vita nel cosmo? Esisteva vita su Marte o su altri pianeti del sistema solare? Siamo stati visitati da queste civiltà? Addirittura, siamo noi frutto di un’evoluzione direttamente manipolata da agenti extraterrestri?
A queste ed a molte altre domande si cerca di dare una risposta in questa trattazione che, con umiltà, raccoglie un gran numero di informazioni dalle più svariate fonti e le presenta raggruppandole per argomento.
Il lettore così si trova naturalmente a riflettere su queste evidenze, a valutarle secondo il proprio sentire e a trarre le proprie conclusioni.
Le argomentazioni sono indubbiamente logiche e poste con chiarezza, senza forzare la mano sui passaggi e senza trarre conclusioni logiche dalle congetture. Gli argomenti sono presentati con dovizia di fonti e particolari, niente è lasciato nello scontato, visto che l’obbiettivo principale di questa tesi è appunto cercare i significati nascosti nelle pieghe che la storia e la scienza hanno lasciato, forse volutamente, poco chiare.
Anche il lettore più scettico si troverà inevitabilmente a ragionare sui temi proposti dall’autrice, senza necessariamente pretendere di consegnare una soluzione, ma offrendo una provocazione, come la stessa Curzio precisa nell’introduzione.
Insomma, un saggio che vale la pena di essere letto: per chi vuole credere sarà un’ulteriore prova a favore della propria posizione, per chi è scettico ma naturalmente curioso, troverà sicuramente buoni spunti di riflessione.