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Eileen e il sogno di Velathri - E. S. Pietra

Questo libro, scritto dalla italiana Elena Stefania Pietra è il secondo volume che racconta le vicende della fata Eileen. Del primo volume (Eileen e il salice del tempo) purtroppo non abbiamo traccia, ma abbiamo letto Eileen e il sogno di Velathri con la mente abbastanza aperta per poter comprendere anche gli aspetti della storia che per forza di cose ci sono oscure perchè esplicate nel primo volume.
Siamo rimasti molto sorpresi da questa opera. Innanzitutto è un fantasy italiano anomalo. La prima particolarità superficiale risiede nella sua lunghezza. Se c’è un genere letterario per il quale si versano litri e litri di inchiostro è proprio il fantasy, invece questo libro è piuttosto breve, circa 170 pagine. La seconda peculiarità è certamente l’ambientazione. Parliamo di fate e di viaggi nel tempo, ma in questo romanzo ci si concentra in particolar modo sull’epoca etrusca, decisione particolarmente originale e felice, considerando le origini italiane dell’autrice e i numerosi spunti per nulla usurati su cui poter far vertere la narrazione.
Ciò premesso, come dicevamo, questo romanzo ci ha sorpresi. Negativamente.
Il potenziale per un romanzo interessante c’era tutto, a saperlo sfruttare. Purtroppo il risultato è stato un libro raffazzonato, frettoloso, scevro di qualsiasi interesse.
La narrazione è inesistente: viene presentato solo un elenco di fatti ed avvenimenti, senza enfasi, in tono piatto ed uniforme. Gli eventi si susseguono rapidamente, senza mai porre l’accento sui passaggi importanti, senza una descrizione che sia una, di nulla. Le fasi regine dei fantasy sono i processi di crescita in cui il protagonista viene educato a questa o quella disciplina, impara e l’autore fa sì che anche il lettore impari con lui, facendolo immedesimare ancora di più nel mondo fantastico che sta leggendo. In Eileen niente di tutto questo accade mai. Le notizie originali non esistono, la formazione viene liquidata in poche righe, nessun dettaglio emerge. Il lettore non viene coinvolto in nessun aspetto della narrazione. Per contro, qua e là come insidiose trappole sono collocate zone di infodump, passaggi in cui il narratore fornisce informazioni al lettore su piccolezze o dettagli insignificati che avrebbe potuto mostrare, anzichè elencare.
Non possono certo uscirne meglio i personaggi: in questo romanzo scritto con l’acqua alla gola questi simulacri di uomini e donne sono bidimensionali e senza carattere, perfetti clichè e paradigma di banalità già viste. I dialoghi sono illeggibili, ovvii e scontati ed il più delle volte inutili.
La necessità di una revisione di editing è palese, sia dal punto di vista di quanto espresso qui che da quello della prosa. Frasi brevi che rendono il tutto ancora più frettoloso, ma infarcite di ridondanze e ripetizioni. Aggettivi casuali, inspiegabili, che dovrebbero descrivere i personaggi mentre in realtà appioppano etichette ingiustificate dai fatti o dalle azioni.
La creatività e l’originalità dello spunto della storia è stato apprezzato, ma vengono entrambe segate da certi aspetti triti e ritriti, già letti ovunque (Eileen in contatto psionico con il nemico cattivissimo, ad esempio, non ci ricorda forse un certo Harry legato a doppio filo con tal Voldemort?).
Insomma, questo romanzo sembra più il Bignami di un fantasy vero, elenca una serie di fatti, racconta una serie di dettagli poco interessanti, in formato decisamente condensato, senza appassionare il lettore, senza coinvolgerlo o interessarlo. Il colmo è che questa serie di romanzi ha anche un sito web di approfondimento (http://www.eileen.it/) e quindi ci chiediamo: ma queste notizie e curiosità non potevano essere più proficuamente inserite nella narrazione? Magari il prodotto risultate sarebbe stato di qualità maggiore.

 

Sheda: Eileen e il sogno di Velathri - E. S. Pietra

Narra un’antica profezia che un giorno sarebbe nata una bambina dagli occhi di diverso colore che avrebbe deciso la sorte dell’eterna battaglia fra il bene e il male…
Eileen è una ragazzina apparentemente come tante. Dodici anni, scozzese, capelli rossi e ricci, lentiggini. Ma i suoi occhi sono di colore diverso l’uno dall’altro, perché è una fata, discendente da un Popolo Fatato dalle magiche abilità nonché Guardiano del Tempo. La sua vera identità le è stata tenuta nascosta per difenderla dalla perfida Nimue, che tiene in ostaggio i suoi genitori. Venuta a conoscenza del suo destino, Eileen deve decidere da che parte stare…

L’autrice:
Elena Stefania Pietra, classe 1971, dopo il diploma di infermiera professionale ha conseguito la laurea in Lettere Moderne con una
tesi sul rapporto esistente tra la fiaba tradizionale e il genere fantasy contemporaneo.
Attualmente vive vicino al Lago di Garda e lavora con i bambini. È appassionata di gatti e di scrittura di racconti fantastici per
ragazzi. Per Zephyro Edizioni ha già pubblicato nel 2008 Eileen e il salice del tempo, romanzo fantasy che nel 2009 ha vinto il Premio
Valtenesi narrativa per ragazzi.


Elena Stefania Pietra
Eileen e il sogno di Velathri
Zephyro Edizioni
Pagine: 172
Euro: 15,00

 

L’ultimo orco - S. De Mari

Non è facile parlare di questo libro. A parte il fatto puramente tecnico per il quale abbiamo inavvertitamente letto questo romanzo che costituisce il secondo volume di una trilogia senza aver letto il capitolo precedente, L’ultimo elfo, questo libro contiene talmente tante cose che risulta quasi impossibile tracciarne esattamente una scheda.
Volendoci limitare alla trama, potremmo dire che L’ultimo orco è un fantasy, che narra di re decaduti e governatori malvagi, di regine coraggiose, di elfi, di spade magiche, di valore, coraggio e crudeltà. All’apparenza, alla lettura superficiale, è un fantasy come molti.
L’ultimo orco nasce dalla prolifica e ricca penna di Silvana De Mari, psicoterapeuta, della quale abbiamo letto tempo fa un bellissimo saggio sulla fantasy e sulle fiabe, Il Drago come realtà. Questo romanzo non delude, anzi. Le sue 700 e più pagine si lasciano divorare febbrilmente, una dopo l’altra, la narrazione è incalzante, la scrittura ricca ed evocativa. I personaggi sono i migliori che abbiamo letto da molto tempo: ricchi di sfaccettature, con una psicologia così complessa e vivida che è impossibile non sentirsi catturati. La trama, al contrario delle stragrande maggioranza dei fantasy è onestamente originale, ricca di colpi di scena. Il motivo di questa particolarità secondo noi risiede nell’ottica in cui il romanzo è stato scritto. In media gli scrittori di questo difficile genere puntano sulla trama e sugli effetti speciali che il contesto fantasy permette di ottenere con relativamente poco sforzo. In questo caso, la De Mari ha scritto tenendo in primo piano assoluto i personaggi e la loro profondità, le caratteristiche della personalità, le loro fragilità, la loro crescita. Le vicende quindi si dipanano in modo complesso ma fluido, naturale, come avverrebbero in una vita reale, rendendo la narrazione molto verosimile.
Inoltre, in particolare alla luce del saggio dell’autrice, L’ultimo orco è ricco di simbolismi, che toccano tematiche molto forti della vita reale, che fanno riflettere: la fame, il razzismo, il rispetto, la morte, l’onore, il dolore, l’umiliazione. Il governatore malvagio lo è oltre ogni clichè, la regina coraggiosa è anche crudele, il condottiero senza paura è marchiato da abominbevoli natali, la principessa è ridotta alla fame e agli stenti. Niente è banale e niente è per caso, pagina dopo pagina la trama si intesse di dettagli di valore per l’intera opera.
Lo stile della De Mari è fenomenale, è così deliziosamente italiano che immaginiamo impossibile rendere in un’altra lingua. Descrive con perfezione gli stati d’animo di ciascun personaggio, passando dalla voce narrante neutra al punto di vista personale di ciascuno, dando voce ai sentimenti con una naturalezza accattivante. I momenti onesta commozione si alternano in molti punti del romanzo ad attimi di delizioso sarcasmo e moti di spirito.
Insomma, provvederemo al più presto a completare la trilogia con i capitoli mancanti, ma possiamo dire che anche così, L’ultimo orco è indubbiamente uno dei migliori fantasy che abbiamo mai letto e che consigliamo con entusiasmo a tutti, giovani e meno giovani, a chiunque ami il genere (e non lasciatevi intimorire dall’autore italiano, non vi pentirete) e a chiunque desideri farsi trasportare da una storia cruda e dolce al contempo, come solo la vita stessa può essere.