Archive for May, 2010

Margherita Dolcevita - S. Benni

Trama: Margherita è una bambina un po’ strana con una famiglia strana e un cane ancora più strano. Abita in campagna, ma nel prato vicino a casa sua arrivano dei nuovi vicini in un grande cubo nero. E la vita di Margherita cambia.

Quando si dice che un libro non si giudica dalla copertina. O dal titolo. O dall’inizio. Prendo in mano il volume: Margherita Dolcevita, un titolo scherzoso e ironico, l’immagine di una bambina sorridente in mezzo ad un prato che guarda una farfalla. Apro le prime pagine, la storia di una famiglia forse strana ma tutta nostra, un po’ assurda ma sicuramente vera. Poi arrivano i cattivi. E la tensione cresce, cresce di pagina in pagina trasformandosi in angoscia vera e propria nello stile del miglior Benni che credo non riuscirà mai a scrivere un libro ottimista con un bel finale. Ed è proprio al finale che la bolla di angoscia scoppia in ogni senso, lasciando attorno a sè solo distruzione e tristezza. Un capolavoro.

Edito da: Feltrinelli. Vale ogni singolo centesimo, ottima la scelta della copertina in totale ossimoro con il contenuto, quasi a voler completare l’opera.

Recensione scritta da RM

 

Il miglio verde - S. King

E’ inutile farne mistero: con noi Stephen King sfonda sempre una porta aperta. Solo lui ci è in grado di farci divorare più di 600 pagine in meno di una settimana, farle scorrere come acqua, una dietro l’altra, senza percepire affaticamento nella lettura o noia (o fame o sonno, se è per questo). Il Miglio Verde non è altro che una grande conferma. Un grande classico moderno, un successo datato 1996 ma appuntamento assolutamente da non mancare per chiunque voglia considerarsi un appassionato Kinghiano ma anche per chi desidera una storia delicata e cruda allo stesso tempo, narrata con maestria incomparabile.
La storia è abbastanza nota, anche grazie al pregevole film del 1999 diretto da Frank Darabont con Tom Hanks nei panni del protagonista e narratore.
La storia narra di un periodo piuttosto breve, qualche mese, all’interno del braccio della morte di un penitenziario del Maine negli anni ‘20 ed in particolare la vicenda degli ultimi mesi di vita di una creatura tanto straordinaria quanto fragile, che, proprio a causa della sua incapacità di difendersi e del generale razzismo imperante dell’epoca, è stato incompreso nelle sue azioni ed è stato condannato alla sedia elettrica.
Contrariamente a quanto si potrebbe credere, Il Miglio Verde non è mai angosciante o claustrofobico, permeato dal senso di morte incombente. Attraverso il magistrale stile del Re, il lettore non può che percepire una calma ed una pacatezza che dà a tutta la narrazione una connotazione sognante, onirica, favolistica, rendendo anche i dettagli e le scene più incredibili pazzescamente possibili.
Come l’autore ci ha ben abituati, il fiore all’occhiello di questo libro sono i personaggi. Vividi, definiti, precisi fino nel millimetro, vivi in ogni più piccolo difetto e mania. Con dei personaggi così e la ben nota prosa di King non è possibile perdersi in una lettura di questo genere.
La storia è appassionante, il desiderio di scoprire il finale è pressante, sebbene il lettore si accorgerà, esattamente come i protagonisti, che un lieto fine non è possibile.
Ma in fondo un lieto fine a questo romanzo così particolare sarebbe veramente un lieto fine?
Al Fedele Lettore l’ardua sentenza.

 

Tutto da capo - C. Schine

Come si può parlare di donne, d’amore, di vecchiaia e solitudine ma allo stesso tempo di gioia di vivere, di speranza e di rinnovamento? Come si possono racchiudere queste tematiche in un solo libro? Tutto da capo può, e la sua autrice Cathleen Schine lo fa con sapienza.
La narrazione è volutamente non lineare, spesso spinge il lettore avanti o indietro nel tempo, a volte lasciando dei piccoli vuoti, che vengono comunque riempiti man mano. L’effetto all’inizio è un po’ destabilizzante, ma presto ci si prende la mano, lasciandosi catturare da questa vicenda dagli accenti a volte paradossalmente inverosimili.
La prosa è somministrata con maestria, l’autrice racconta gli avvenimenti attorno le protagoniste e nella mente di ciascuna con serietà e sarcasmo, così ben dosati che a volte non è possibile trattenere una risata.
Tutto da capo parla di donne destabilizzate e spiazzate, che perdono tutte qualcosa di fondamentale per il proprio equilibrio, ma che alla fine riescono a rimergerne nuove, più salde e più orientate al futuro, nonostante tutto. I co-protagonisti di questo romanzo sono gli uomini, causa e risoluzione di tutta la vicenda. Non ne escono dipinti in modo molto lusinghiero: sono fragili, incasinati, trasportati dagli eventi che loro stessi avevano la presunzione di poter ordinare e governare. Sono entità manifestamente deboli nella storia, che con le loro decisioni in apparenza irrazionali mettono nei guai le protagoniste, fino poi a vederle vincitrici, comunque, e molto più forti.
In sostanza, Tutto da capo è un bel libro con una bella storia, scritta con uno stile sottilmente acido e graffiante, ma misurato che si lascia leggere con piacere.

 

La passione secondo Thérèse - D. Pennac

Trama: Thérèse si innamora di un funzionario statale di alto livello impegnato in azioni umanitarie, Ben racconta a teatro della nascita di Signor Malaussène e il Piccolo cerca suo padre. E la saga dei Malaussène giunge ad una conclusione.

Un libro, una piece teatrale e un racconto portano finalmente a conclusione la saga dei Malaussène esplorando quei pochi della famiglia che conoscevamo solo in parte. Mi sento un po’ triste, a dirla tutta, perché questa saga è bellissima e merita veramente di essere letta, secondo me, sapere che per me è finita… non mi piace affatto, insomma. Non sono il tipo che rilegge un libro, se non dopo davvero tanto tempo. Mi avevano detto che gli ultimi stralci di questa serie non erano certo tra le migliori produzioni di Pennac, ma devo dire che l’unico dei tre che non mi è piaciuto è Signor Malaussène a Teatro.

La Passione Secondo Thérèse, anche se molto meno divertente dei titoli precedenti e forse un po’ meno spontaneo, è pur sempre un libro del Malaussène che conoscevamo, ricco di comicità, ironia e colpi di scena uno più assurdo dell’altro.

Cristianos Y Moros inizia con una diagnosi assurda per concludersi in maniera ancora più assurda, ma quando finiranno di stupirci, Ben e famiglia? Penso mai… in poche pagine, un concentrato di quello che sono i Malaussène dal primo all’ultimo, un piccolo salto indietro nel tempo quando in famiglia ancora non c’era nemmeno il Piccolo.

Signor Malaussène a Teatro, invece, è stata una mezza delusione. Un’incollatura di spezzoni dal quarto romanzo corredati di un’interpretazione scenica come se Benjamin stesse effettivamente recitando a teatro. Non male, in realtà, ma sicuramente con un po’ di impegno Pennac avrebbe potuto produrre qualcosa di molto più interessante.

Ed ecco quindi che si conclude la saga di Benjamin Malaussène e della sua incredibile famiglia di parenti a cui lui fa da padre. Mi mancheranno tutti, dal primo all’ultimo: non sapremo com’è Signor Malaussène, Verdun ed È Un Angelo si muoveranno nel mondo senza di noi! Ma soprattutto, mi mancherà di non aver conosciuto meglio la piccola Clara, di cui è impossibile non innamorarsi dopo tutto quello che Benjamin ne dice. Nella speranza che Pennac cambi idea… perché no?

Edito da: Feltrinelli. Soliti discorsi per La Passione Secondo Thérèse, mentre Ultime Notizie dalla Famiglia mi ha davvero deluso: quasi tutte le ultime pagine sono sbiadite o stampate malissimo, tanto che arrivare alla fine è stata una vera e propria sofferenza. Spero che sia solo un problema della mia copia, perché rovinare così il finale della serie è un sacrilegio!

Recensione scritta da RM