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Annessi & Connessi
Sommessi consigli di lettura e promozione della scrittura di qualità. Benvenuto!
Postato da Legione il 20 Maggio 2013

http://annessieconnessi.net/oltre-lesilio-j-l-bourne/

Zombie. Tanti, tantissimi, sempre di più, dalle risorse inattese, implacabili, radioattivi, si muovono a squadroni di migliaia di individui in giro per gli Stati Uniti e probabilmente nel mondo intero. Avevamo lasciato il nostro eroe alla fine del primo romanzo della trilogia Diario di un sopravvissuto agli zombie, nella relativa sicurezza di una base militare [...]

 

Archivio del Giugno 13th, 2012

Scheda: Quelle mani – C. Cammarata

Postato da A&C Staff il 13 Giugno 2012

Zlata ha investito tutta la vita per la famiglia. Una famiglia borghese di una provincia imprecisata: lo schizzo accennato di ogni luogo d’Italia. Una famiglia che Zlata ha plasmato secondo il suo modello di dominio: un marito da sottomettere – ignorante e villano – servito solo a darle il seme per i due figli che ella nutre e protegge, come una leonessa. E seppure qualche imprevisto che non aveva calcolato, come il fratello nano del marito entra nella sua vita, lei sa come sistemare le cose e come farle fruttare.
Ma il controllo gli sfugge quando Farisa, una donna di colore – una straniera – attrae l’attenzione del figlio maschio. Con le sue mani lo carezza e lo seduce e Zlata si sente scippata, defraudata della carne dell’essere che ha messo al mondo e che ama. E con lucida determinazione tenterà in tutti i modi di riportare a se il figlio perfino servendosi dell’aiuto di un prete.
Così nel suo letto, con l’umile serva Rachele che appare ogni tanto – testimone muta come la pietà del lettore – Zlata racconta a Don Carlo la sua storia, senza lesinare niente, così com’è stata, in una lunga ininterrotta confessione che non cerca perdono o compassione. E come potrebbe del resto? E soprattutto perché? È stata una buona donna di chiesa e adesso pretende dal prete un aiuto per trovare suo figlio.
Quelle mani è una novella ruvida, crudele, intensamente cattiva in cui si respira l’odore delle cucine e delle sacrestie, si rivive la benpensante e spesso orrenda normalità di un sentimento, quello materno, nel cui nome ogni cosa può essere concessa.
Mi domando che madri avete avuto? Così iniziava una poesia di Pier Paolo Pasolini, una domanda che con le dovute proporzioni questo romanzo pone al lettore.

l’autore

Carmela Cammarata è nata a Napoli nel 1956. Dopo un periodo trascorso in Sud America, è tornata nella città natale dove vive tuttora. Diplomata come perito tecnico, è attualmente impiegata nel settore contabilità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Madre di due figli e scrittrice, si interessa d’artigianato e della creazione di manufatti e bambole confezionati recuperando vecchie stoffe e materiali riciclabili. Per Del Vecchio Editore ha pubblicato I santi padri.