Archive for January, 2012

Scheda: Pulviscolo di stelle – F. Raineri

Le poesie di Pulviscolo di Stelle sono pura emozione, puro sentire che, come luce lunare, rischiara la mente e fa germogliare, come nella terra, i semi dei nostri pensieri. Una luce capace di alzare le maree, di accrescere l’emozione e di innalzare la coscienza.

Titolo: Pulviscolo di Stelle
Autrice: Fernanda Raineri
Editore: La Gru – Padova

ISBN: 978-88-97092-24-7
Collana: Scintille 
Prezzo:  € 9,00

l’autore
Fernanda Raineri, è nata in Versilia, a Massa Carrara. Tra le sue opere digitali ricordiamo Il tempo, selezionata al Concorso Internazionale di pittura, scultura e grafica, città di New York 2009 ed esposta a Torino, e Nebulo, selezionata a Tokio ed esposta ad Atene. Selezionata e premiata al prestigioso Premio Internazionale Oscar per le Arti Visive di Montecarlo. Si è classificata, inoltre, tra i 10 artisti, che hanno ricevuto come ulteriore Premio l’esposizione delle loro opere al Grand Hotel di Portovenere. Pubblicazione sull’Annuario Arte e Collezionismo pittori e scultori del 900 casa editrice Effeci 2012, pubblicazione sul catalogo Avanguardie Artistiche 2012. Pubblicazione sul Catalogo Art Bool Selection Dicembre 2011.

Molte delle sue poesie e diversi racconti, sono stati premiati in concorsi nazionali ed Internazionali ed inserite in varie antologie. Il suo racconto Miracolo a Fortaleza è stato pubblicato a Settembre 2011 nell’antologia L’uomo ha bisogno dell’uomo (Edizioni la Gru).

La goccia d’acqua
Odorosi giardini di glicini e gelsomini,
adornano i viali della Primavera,
mentre il cuor già palpita di luce di sole e di caldo tepore,
solitaria goccia di rugiada,
che tiene ancora in serbo i colori dell’arcobaleno,
scende, lenta… lenta, simile ad una lacrima,
dal petalo di un fiore, quasi soffrisse nello staccarsene,
e nel suo lacrimevole cader, penso…
a quanta vita si raccoglie in una goccia d’acqua caduta
dal cielo sulla terra,
la nutre, si trasforma in fiume, in mare, in lago, scava la roccia,
arriva sotto le roventi sabbie di aridi deserti,
si infonde in noi,
esprimendosi in mille diversi modi,
dal primo vagito del neonato,
alle lacrime di troppa felicità o troppo dolore,
o nel sudore delle nostre fatiche;
gocce d’acqua che evaporano dalla terra per ricadere di nuovo
dal cielo,
copiose, a bagnare i prati della nostra vita, alcune rimangono sospese nell’aria per farci ammirare i colori dell’arcobaleno.

 

Introduzione al mondo – I. Hoxhvogli

Introduzione al mondo è il primo libro del giovane filosofo Idolo Hoxhvogli. E’ molto difficile far aderire quest’opera ad un genere specifico, o anche solo ad un filone letterario. Leggere questo libro è senza dubbio un’esperienza particolare che è molto arduo definire.
Siamo di fronte ad un’opera di narrativa non convenzionale, caratterizzata da una fortissima impronta filosofica e simbolica. La sua struttura episodica, frammentaria, mostra sprazzi di una realtà distopica dagli elementi surreali, portati all’eccesso fino ad assumere accenti grotteschi.
L’autore, attraverso circonvoluzioni simboliche ardite ma mai campate in aria, descrive il paese dell’Allegria come rappresentazione del nostro mondo quotidiano, in cui la vuotezza, il non-pensiero e la comunicazione di futilità sono diventati pane quotidiano, osannato come componenti del modo giusto di vivere.
Dobbiamo ammettere che la lettura di questo volume non è certo facile e immediata, occorre prestare una particolare attenzione alle fini metafore e simbologie utilizzate, pena l’incomprensione generale del testo. E’ forse anche questo lo scopo sotteso dall’opera: se il lettore riuscirà a venire a capo dell’opera, se riuscirà anche solo a coglierne in parte la potente denuncia che vi è contenuta, allora il lettore dimostrerà a sè stesso di aver mantenuto lo sguardo critico sul mondo che lo circonda, di essere un volontario straniero nella terra dell’Allegria a tutti i costi.
Noi non siamo lettori esperti del genere, nè tantomeno filosofi, ma abbiamo percepito senza dubbio l’intenzione delle scelte dell’autore e abbiamo apprezzato quest’opera così singolare, che porta con sè tanta riflessione e uno sguardo inedito sulla nostra realtà quotidiana.

 

L’esorcismo di Mr Clarinet – N. Stone

Max esce di prigione e non trova altro che i cocci della sua vecchia vita: non è più un poliziotto ormai da diverso tempo, gli anni di carcere lo hanno cambiato e perfino il suo lavoro di investigatore privato non gli appartiene più. Sua moglie muore poco prima della sua scarcerazione e il futuro che avevano progettato si è dissolto. Accetta quindi il destino quando gli viene presentato un ennesimo caso da risolvere: trovare un bambino scomparso ormai da diversi anni, ad Haiti, figlio della famiglia più facoltosa ed influente della zona. Si troverà quindi ad affrontare un’indagine di per sè difficile nel contesto peggiore per questo genere di sparizioni: Haiti è il territorio dei senzalegge, dove il governo non esiste se non per prosciugare le misere risorse di un paese allo stremo, dove superstizione, orrore e illegalità si mischiano fino ad assumere connotazioni grottesche e inumane. In questo scenario Max scoprirà cose grandi e terribili nascoste sotto il velo del potere.

Il romanzo di esordio dell’americano Nick Stone (che più che un nome sembra uno pseudonimo), L’esorcismo di Mr Clarinet a primo acchito, anche grazie al titolo, può sembrare un horror dalle tinte fosche ambientato in una Haiti pre terremoto. Invece ben presto si rivela un buon thriller di stampo prettamente poliziesco, appartenente al filone tipico commerciale americano. Indubbiamente il punto di forza è la trama, che è piuttosto originale e ben strutturata, con un buon ritmo, ambientato in un luogo trattato piuttosto di rado dalla letteratura di consumo moderna e che l’autore dimostra di conoscere bene. Inoltre, Stone riesce a mescolare con attenzione la storia più strettamente poliziesca alle inclinazioni esoteriche e superstiziose del posto, rendendo efficacemente la dualità della quotidianità locale. Abbiamo quindi descrizioni della criminalità più bassa come la compravendita di bambini indigenti, spaccio di droga, gli scorci di una povertà annichilente che si dosano con le divinità voodoo, le superstizioni, gli oscuri riti esoterici e la credulità popolare.

Come praticamente tutti gli esempi di questo genere letterario, il protagosta risulta affetto da una sorta di infallibilità piuttosto prevedibile. La narrazione in terza persona fissa sul protagonista racconta i ragionamenti e le indagini di Max, ma l’autore non si arrischia a lasciare segnali al lettore, non permette quindi di fare congetture sull’effettiva soluzione del caso, che viene fornita direttamente dai personaggi e senza sfruttare particolari indizi.

Nonostante ciò, e tralasciando alcune battute di Max che sembrano uscite da un western di serie B (“Adios, bastardo” giusto per citarne una) e che mal si coniugano con un personaggio che ci appare tutto sommato sobrio, il libro è una piacevole lettura disimpegnata, adatta a passare il tempo in spiaggia, che ci mostra un’immagine purtroppo verosimile di un paese tra i più degradati e poveri del mondo.

Copra questo libro su Amazon! L’esorcismo di Mr Clarinet

 

Sotto scacco – C. Pintus

Un amore nato nell’infanzia e contrastato dai rispettivi genitori, visto con gli occhi di Aziz, giovane egiziano innamorato della figlia di una ambasciatore, Federica. La differenza di status e le aspettative dei genitori li portano lontano, ma continueranno ad amarsi, finchè non si incontreranno di nuovo e lotteranno per stare insieme.

Il romanzo di esordio della giovane Claudia Pintus, Sotto scacco, vuole rivolgersi ad un pubblico adolescente, facendo leva su una semplicità contenutistica e stilistica piuttosto evidente. In generale è risultata una lettura piacevole e poco impegnativa, anche se la poca esperienza dell’autrice traspare in tanti piccoli dettagli stilistici come in diversi passaggi nello sviluppo della trama.
La storia di per sè non è particolarmente originale, e l’intreccio piuttosto scarno non fa che accentuare questa caratteristica. In particolare, in più occasioni si passa da una fase all’altra della trama con conseguenze dettate, spesso e volentieri, dal caso e dalla fortuna, andando oltre la consequenzialità logica e diventando un po’ irritante per il lettore. Questo, unito alle caratteristiche piuttosto stereotipate dei protagonisti (di Federica sappiamo solo che è l’oggetto dell’amore di Aziz, senza avere mai occasione di capire il perchè di questo amore, mentre lo stesso Aziz vive e pensa esclusivamente in funzione del ricordo dell’amata e poi di Federica stessa) ed i relativi dialoghi, rendono il romanzo piuttosto ingenuo.
E’ da rimarcare il coraggio della scelta di identificare con un personaggio maschile (ed egiziano) il protagonista e voce narrante, ed in generale si può dire che il modo di esprimersi e di pensare di Aziz sia abbastanza verosimile, ma la scarsa tridimensionalità del personaggio ed il limitato raggio d’azione dell’intreccio hanno fatto sì che le occasioni di incongruenza risultino piuttosto limitate.
E’ possibile notare comunque la capacità narrativa dell’autrice, sebbene ancora acerba, sulla quale lavorare intensamente nell’ottica della maturazione degli intrecci e nell’elaborazione dei personaggi, per arrivare ben presto alla realizzazione di un’opera più completa e godibile.